Queste le anticipazioni Circolare Invernale 2016/17 Marco Baliani e Lella Costa in HUMAN novità di Marco Baliani e Lella Costa, con Marco Baliani, Lella Costa e quattro attori, scene e costumi di Antonio Marras, musiche originali di Paolo Fresu, regia di Marco Baliani, coproduzione: Mismaonda srl - Sardegna Teatro T.R.I.C. «D’armi io canto e dell’eroe che, primo, dalle coste di Troia venne all’Italia, profugo per suo destino». La prima ispirazione è stata l’Eneide, il poema di Virgilio che celebra la nascita dell’impero romano da un popolo di profughi: in una lectio magistralis tenuta nell'aula magna dell'Alma Mater Studiorum di Bologna Marco Baliani è partito dal mito per interrogarsi e interrogarci sul senso profondo del migrare. Poi l'incontro con Lella Costa e la reminiscenza di un altro mito, ancora più folgorante nella sua valenza simbolica e profetica: Ero e Leandro, i due amanti che vivevano sulle rive opposte del fiume Ellesponto. Il tema della migrazione è entrato nella nostra quotidianità: HUMAN nasce dalla volontà di raccontarne l'odissea ribaltata. Partendo dalle epopee classiche, gli autori compongono un puzzle multietnico a più voci, interpolando reminiscenze epiche, storiche e politiche con le vicende pulsanti e dolorose degli esuli contemporanei per toccare il conflitto come se le storie narrate fossero già mitologemi del nostro tempo, ma anche di tempi precedenti, antichi se non ancestrali. Al centro lo spaesamento comune, quell’andare incerto di tutti quanti gli human beings in questo tempo fuori squadra. Non c’è comparazione tra il dolore e gli orrori di chi è costretto a migrare e le nostre inquietudini di occidentali disgustati dalla sazietà e dalla mancanza di senso. Ma è indispensabile tuttavia tentare una sorta di goffa e imprecisa prima persona plurale. Per provare a passare dalla pietà alla compassione, in senso etimologico: dal loro al noi. Sabina Guzzanti in Come ne venimmo fuori  novità scene di Guido Fiorato, Musiche di Paolo Silvestri, Disegno luci di Aldo Mantovani, regia di Giorgio Gallione, produzione: Secol Superbo e Sciocco in collaborazione con Fondazione Le Città del Teatro. Una donna, SabnaQƒ2, sale sul palco tremolante, emozionata per l’incarico che le è stato affidato. Tocca a lei quest’anno pronunciare il discorso celebrativo sulla fine del periodo storico più buio che l’umanità abbia mai fronteggiato: il periodo che va dal 1990 al 2041, noto a tutti come “il secolo di merda”. Le celebrazioni della fine del secolo di merda, si svolgono ogni anno perché non si perda la memoria di quanto accadde in quegli anni terribili e si scongiuri il pericolo che la storia possa ripetersi. Il fatto è che dopo tanto tempo, nessuno ha più voglia di arrovellarsi a capire le ragioni che avevano spinto gli uomini e le donne dell’epoca a cadere tanto in basso: frustrazione, ignoranza, miseria, compensate da ore e ore trascorse a litigare su facebook e a guardare programmi demenziali, incapaci di reagire alle innumerevoli angherie a cui venivano continuamente sottoposti. In questo futuro felice, si è diffusa l’idea che gli esseri umani vissuti nel secolo di merda fossero semplicemente degli emeriti imbecilli e che studiarli sia una perdita di tempo. Per confutare questa spiegazione sbrigativa, SabnaQƒ2 ha invece preparato una ricerca accurata: ha esaminato la televisione dell’epoca, i suoi leader, le convinzioni economiche e politiche, i passaggi storici nodali: per restituirci una imperdibile conferenza spettacolo sull’attualità politica e sociale, anche attraverso l’interpretazione di una galleria di personaggi contemporanei… consentendo agli spettatori di farsi belle risate, salutari e liberatorie! Giobbe Covatta ed Enzo Iacchetti in Matti da Slegare e con Irene Serini e Gisella Szaniszlo', Regia di Gioele Dix. coproduzione: Mismaonda srl - Centro d'Arte Contemporanea Teatro Carcano. Dopo due anni in un istituto psichiatrico dove sono diventati amici inseparabili, Elia e Gianni vengono mandati dal sistema sanitario a vivere da soli in un appartamento messo a disposizione dal Comune. Dovranno dimostrare di saper badare a loro stessi e di potersi reinserire all'interno della società. Tratto dalla commedia Elling & Kjell Bjarne del norvegese Axel Hellstenius, lo spettacolo racconta il percorso tortuoso, complicato ed esaltante che condurrà i due “matti” a slegarsi dai tanti fantasmi piccoli e grandi che li hanno resi infelici per gran parte della loro vita. Entrambi riusciranno a trovare una strada personale per il reinserimento nel mondo. Elia, il “cocco di mamma”, troverà nella poesia e nella forza comunicativa delle parole la propria ragione di vita, mentre Gianni, lo “scimmione”, si accorgerà di poter essere utile agli altri con il suo lavoro e il suo buon cuore. È questa l’intuizione forte del testo: l’arte e l’amore come strumenti di guarigione e riscossa, elementi imprescindibili per un’esistenza piena e felice.  

La circolare invernale verrà inviata in forma completa durante il prossimo mese di febbraio ma non esitate sin d'ora a richiederci informazioni e disponibilità allo 051 343830 Approfondimenti sui singoli spettacoli e circolari scaricabili sono disponibili al link: www.sosiapistoia.it/spettacoli.

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