Sabato 1 e a seguire domenica 2 luglio a Spoleto presso la Chiesa di San Simone, debutterà LA PARANZA DEI BAMBINI lo spettacolo di Roberto Saviano e Mario Gelardi.

Con Vincenzo Antonucci, Luigi Bignone, Carlo Caracciolo, Antimo Casertano, Riccardo Ciccarelli, Mariano Coletti, Giampiero de Concilio, Simone Fiorillo, Carlo Geltrude, Enrico Maria Pacini

scene Armando Alovisi

costumi 0770 di Irene De Caprio

musica Tommy Grieco

luci Paco Summonte

responsabile di produzione Luigi Marsano

aiuto regia Irene Grasso

collaborazione alla regia Carlo Caracciolo

programmazione Mismaonda Gianluca Russino e Laura Montagna

un progetto Nuovo Teatro Sanità

prodotto da Mismaonda

in collaborazione con Marche Teatro

Hanno scarpe firmate, famiglie quasi normali e grandi ali "d’appartenenza" tatuate sulla schiena. Sfrecciano in moto contromano per le vie di Napoli perché sanno che la loro unica possibilità è giocarsi tutto e subito. Non temono il carcere né la morte. Sparano, spacciano, spendono.

Sono la paranza dei bambini.

Nel gergo camorristico "Paranza" significa gruppo criminale, ma il termine ha origini marinaresche e indica le piccole imbarcazioni per la pesca che, in coppia, tirano le reti nei fondali bassi, dove si pescano soprattutto pesci piccoli per la frittura di paranza. L’espressione "paranza dei bambini" indica la batteria di fuoco, ma restituisce anche con una certa fedeltà l’immagine di pesci talmente piccoli da poter essere cucinati solo fritti, proprio come quei giovanissimi legati alla camorra che Roberto Saviano racconta nel suo ultimo best seller.

E quel romanzo diventa ora uno spettacolo teatrale che racconta una verità cruda, violenta, senza scampo. Non a caso lo spettacolo nasce nel Nuovo Teatro Sanità, un luogo "Miracoloso" nel cuore di Napoli, dove si tenta di costruire un presente reale e immaginare un futuro possibile.

"L’infanzia è una malattia, un malanno da cui si guarisce crescendo", diceva William Golding, l’autore de Il signore delle mosche. E come nel romanzo di Saviano così anche nello spettacolo i protagonisti creano una loro comunità che impone regole feroci per perdere l’innocenza e diventare grandi.

Dopo la felice esperienza dello spettacolo Gomorra, Roberto Saviano e Mario Gelardi si uniscono di nuovo in  questo progetto teatrale per raccontare la controversa ascesa di una tribù adolescente verso il potere, pronta a piombare nel buio della tragedia scespiriana (lo studioso Jan Kott non diceva forse che è il macello uno dei temi nodali dell’opera di Shakespeare?) e nel nero infinito dei fumetti di Frank Miller.

"Io per diventare bambino ci ho messo dieci anni, per spararti in faccia ci metto un secondo".

www.mismaonda.eu

www.festivaldispoleto.com

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