LE CONFERENZE SCENICHE


Mario Tozzi, geologo, conduttore tv e ricercatore dell’Istituto di Geologia Ambientale e Geoingegneria del Cnr, è un abile divulgatore con grandi capacità nel rendere semplici ed accessibili temi complessi.

Con tono affabulatorio e leggero riesce a mettere a fuoco con sintesi e precisione quelle realtà scientifiche legate all'ambiente per le quali tutti proviamo curiosità.

E lo fa sia in contesti istituzionali e privati che sul palcoscenico, attraverso conferenze sceniche di grande impatto emotivo. - See more at: http://spettacoli.sosiapistoia.it/spettacoli/tozzi-conferenze-sceniche/#sthash.7gu2mLQl.dpuf

Mario Tozzi, geologo, conduttore tv e ricercatore dell’Istituto di Geologia Ambientale e Geoingegneria del Cnr, è un abile divulgatore con grandi capacità nel rendere semplici ed accessibili temi complessi.

Con tono affabulatorio e leggero riesce a mettere a fuoco con sintesi e precisione quelle realtà scientifiche legate all'ambiente per le quali tutti proviamo curiosità.

E lo fa sia in contesti istituzionali e privati che sul palcoscenico, attraverso conferenze sceniche di grande impatto emotivo.

TRASH – Storie di recuperi, filosofia del naufrago, elogio del vuoto a rendere

E’ possibile finalmente liberarsi delle discariche, non solo quelle abusive? Si possono considerare i rifiuti come risorsa piuttosto che come scarto? Si può recuperare energia dai rifiuti senza produrre gli inquinamenti atmosferici dei vecchi inceneritori di cui molti hanno giustamente timore? E’ sempre di grande attualità in Italia la questione dei rifiuti: con una produzione di quasi trenta milioni di tonnellate per anno, nel nostro Paese quella dei rifiuti resta a tutti gli effetti un’emergenza nazionale.
Per comunicare in modo diretto e trasparente con i cittadini, fugare dubbi e luoghi comuni, sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema della raccolta differenziata, Mario Tozzi monologa sulla produzione dei rifiuti, il riciclaggio, la via maestra per inquinare meno e non sprecare materie prime e energia; il compostaggio, consuetudine antichissima delle campagne italiche, da riutilizzare in agricoltura come concime che attualmente risponde solo a una piccola parte della domanda nazionale di nutrienti agricoli; la valorizzazione energetica (se serve), processo conveniente solo per gli scarti che non è possibile usare altrimenti. E le storie esemplari.

DEL BUIO E DELLA LUCE – Racconti intorno all’energia che verrà

Che cos’è la luce?
La luce è l’origine di tutto, un mezzo per conoscere la realtà e trasmettere informazioni.
Simbolo della presenza divina, tramite di una volontà trascendente, da sempre metafora della creazione di conoscenza; sinonimo del Bene, in contrapposizione
all’oscurità, alle tenebre, alla mancanza di luce, simbolo del Male.
La conferenza scenica di Mario Tozzi racconta la storia dell’illuminazione artificiale, dalla sua nascita fino ai nostri tempi.
Lo spettacolo procede giocando tra buio e luce, parola e magia, tradizione e modernità, conducendo lo spettatore a comprendere il ruolo dell’illuminazione artificiale e dell’energia elettrica nello sviluppo sociale, economico e culturale dell’uomo.

UN PIANETA A SECCO – Dall’idea dell’acqua agli sprechi quotidiani

Mario Tozzi racconta lo stato del Pianeta Terra e svela quali siano il presente, i rischi e le prospettive future dell’oro blu.
Nell’America del Nord ogni famiglia consuma circa 350 litri al giorno, in Europa il consumo scende, di media, a 165 litri al giorno, in Africa precipita a soli 20 litri. In generale, ogni anno, la domanda mondiale di acqua incrementa e sempre più uomini e animali si trovano in difficoltà, anche se l’acqua sulla Terra resta più o meno quella, ragione per cui le falde vengono continuamente sovraescavate e in molte regioni scoppiano veri e propri conflitti per la sete.
Il senso comune ci dice che l’acqua è un bene pubblico, la cui equa distribuzione è un dovere che prescinde dal censo e che serve per salvaguardare un valore che non ha prezzo, la vita. Il World Trade Organization (Organizzazione Mondiale del Commercio) ha invece recentemente deciso la trasformazione dell’acqua da bene in merce, ritenendo che il suo possesso e commercio facciano parte del sacrosanto diritto di impresa e di profitto. Ma qual è lo stato dell’acqua sulla Terra ?

FINE CORSA – ITALIA a SECCO

Siamo tra i popoli più energivori del pianeta. Abbiamo auto superaccessoriate e aspirapolvere potentissimi, ci svestiamo in inverno e ci copriamo d’estate?
A che prezzo? E soprattutto, fino a quando?
Uno spettro si aggira per il pianeta Terra, quello dell’esaurimento dei combustibili fossili, uno spettro destinato a precipitare nella crisi più grave mai vissuta le società industriali occidentali. Una crisi che ha già spinto a nuove guerre dopo un lungo periodo di relativa quiete e che ci ha messo brutalmente di fronte una considerazione: abbiamo sempre più bisogno di energia ma non sappiamo come fare a ottenerla, visto che, in ogni caso, più se ne produce, più ne occorre.
L’uomo esaurisce risorse e fonti energetiche a un ritmo insopportabile e incrementa i consumi e i bisogni indotti. Se la parte povera del mondo volesse oggi consumare come quella ricca, il pianeta sarebbe già nel baratro. Ma quello energetico è uno specchio dell’umanità odierna e testimonia chiaramente come gli uomini mal si confrontino con il concetto di limite e danzino spericolatamente sull’orlo dell’abisso, illudendosi che non toccherà mai a loro cadere giù, ma sempre a qualcun altro, che, in ogni caso, sempre umano sarà.

FIGLI dei DISASTRI NATURALI – Perché apparteniamo alle catastrofi

Nessun animale è attratto dalla fine del mondo quanto l’uomo, affascinato dalla fine collettiva della sua stessa specie, soprattutto se è lontana e apparentemente misteriosa. C’è una naturale inclinazione all’apocalisse, magari in scala ridotta, che riaffiora in molti aspetti della vita quotidiana. Come se ci fosse una radice antica che ci obbliga a osservare il disastro con il sollievo di averla fatta franca. Ma non è solo la rassicurazione che, per il momento, l’abbiamo scampata e che è toccato a qualcun altro. E’ qualcosa di più. Forse l’eco lontana delle catastrofi cui siamo scampati quando ci siamo fatti strada nell’evoluzione della vita sulla Terra.
L’Universo, il pianeta Terra e l’umanità sono stati infatti generati dai disastri naturali. E perciò, nonostante le vittime e i danni, noi apparteniamo alle catastrofi. Dando un’occhiata al planisfero con la distribuzione dei terremoti e dei vulcani attivi e la distribuzione della popolazione mondiale sulla stessa Terra, realizziamo che è esattamente la stessa distribuzione: la gente vive proprio negli stessi posti in cui i disastri naturali sono avvenuti o avvengono. Di più: esclusivamente dove i disastri accadono! Noi siamo figli dei disastri. E, come tutti i figli, amiamo i nostri genitori. Mario Tozzi compirà un excusus attraverso la nostra terribile “genealogia”.

MEMORIE DI UN CACCIATORE DI MIRACOLI

Il miracolo è sempre un atto di fede, trascende dall’indagine scientifica.
Poco importa a chi crede sapere che certi prodigi si possono ricreare in laboratorio: il fedele vede con l’anima prima che con la ragione, è persuaso dal valore simbolico di quanto accade. E merita perciò il massimo rispetto anche da parte di chi non crede.
Ma per coloro che si pongono delle domande, spesso, quasi sempre, le risposte che svelano i misteri ci sono.
In questa conferenza scenica Mario Tozzi ci conduce nei segreti scientifici che rischiarano il buio dei miracoli. Indagando sia i miracoli cristiani che quelli pagani, legati questi ultimi ai miti dell’antichità classica, Tozzi, con l’ausilio di immagini, filmati, oggetti scenici nochè veri e propri esperimenti chimici, porta il pubblico a rivivere quei prodigi, smontandoli e rimontandoli nel loro contesto storico. Gli fa prendere confidenza col miracolo e spiegandone il senso fisico ne approfondisce anche il senso spirituale in ambito storico.

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