Si è conclusa domenica 9 maggio la tre giorni del festival Libere di Essere, la prima edizione del festival organizzato da D.i.Re - Donne in rete contro la violenza, la più grande rete nazionale di centri antiviolenza e case rifugio gestite da organizzazioni di donne, in coproduzione con la Fondazione Musica per Roma e con la consulenza di Serena Dandini, la produzione di Mismaonda e la collaborazione di Hero, e trasmesso in diretta streaming dall’Auditorium Parco della Musica di Roma.

Gli incontri del festival sono disponibili sulle pagine Facebook e canale YouTube di Di.Re e Auditorium Parco della Musica.

• Facebook: https://www.facebook.com/DiReDonneInReteControLaViolenza
• YouTube: https://www.youtube.com/channel/UCCJ6w_QZdhrZ4b9ognkZCEQ

Il programma dettagliato del Festival Libere di essere è disponibile a questo link: https://www.direcontrolaviolenza.it/libere-di-essere-festival/

“Siamo felici di essere tornate finalmente su un palco”, ha esordito Serena Dandini, “sembra un sogno!”, ricordando come “la collaborazione con D.i.Re è iniziata oltre 10 anni fa, quando ho scoperto tutto l’immenso lavoro che fanno i centri antiviolenza e le case rifugio, veri luoghi salva-vita o, meglio ancora, luoghi di ritorno alla vita”.
Alla Convenzione di Istanbul e alle criticità che l’Italia deve ancora affrontare ha fatto riferimento la presidente di D.i.Re Antonella Veltri, ricordando “il lungo percorso per arrivare fin qui, con un lavoro di ideazione che ha coinvolto tutte le 82 organizzazioni aderenti alla rete D.i.Re, per immaginare il cambiamento culturale radicale e irreversibile che dobbiamo costruire, se vogliamo davvero eliminare la violenza maschile contro le donne”.
E un primo risultato il Festival sembra già averlo ottenuto.
La ministra per le Pari opportunità Elena Bonetti, intervenendo all’evento di apertura, ha risposto alle critiche mosse dalla presidente di D.i.Re Antonella Veltri rispetto all’insufficiente applicazione della Convenzione di Istanbul e ai ritardi nell’adozione del nuovo Piano nazionale antiviolenza scaduto nel 2020, annunciando “la presentazione di una proposta di legge per rendere strutturale il Piano nazionale antiviolenza, che assegni risorse adeguate ai centri antiviolenza e alle associazioni che agiscono per il contrasto di questo fenomeno”.
Aurelia Sole, già rettrice dell’Università della Basilicata e coordinatrice della Commissione politiche di genere della CRUI, la Conferenza dei rettori delle università italiane, ha sottolineato come “l’elaborazione dei Gender Equality Plan necessari affinché gli atenei possano accedere ai finanziamenti europei Horizon deve diventare l’occasione per un’appropriazione politica, da parte dei vertici degli atenei, del cambiamento culturale necessario a ogni livello per prevenire la violenza”.
Per Daniele Pitteri, amministratore delegato della Fondazione Musica per Roma, “Cultura significa agire e provocare cambiamento, come vuole fare il Festival Libere di essere. L’Auditorium è davvero onorato di accogliere e co-produrre questo evento su temi così rilevanti”.

 

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