LA CURA DELLE PAROLE


di e con Beppe Severgnini

con Marta Rizi e Elisabetta Spada

una produzione di Mismaonda

Le parole sono terapeutiche: sempre. In questo periodo, in modo particolare ed evidente. Libri, giornali, televisione, podcast, conversazioni. Negli ultimi quindici mesi tutti abbiamo letto di più, ascoltato di più, guardato più spesso uno schermo. Le parole sbagliate o eccessive ci hanno irritato - quante frasi inutili, quanta logorrea, quanto loquace presenzialismo. Ma le parole giuste e opportune ci hanno aiutato.

Le parole servono a capire chi siamo. Possono farlo in molti modi: chiarendo intuizioni, prestandoci idee, mettendo ordine tra i pensieri, evocando ricordi, riducendo le preoccupazioni, illuminando una parte della realtà in penombra, dimostrandoci che non siamo soli al mondo: altri hanno provato quello che proviamo noi. I poeti hanno spesso ragione. I libri contengono molte risposte.

Scrive Cesare Pavese, nel Mestiere di vivere: “Leggendo non cerchiamo idee nuove, ma pensieri già da noi pensati, che acquistano sulla pagina un suggello di conferma. Ci colpiscono degli altri le parole che risuonano in una zona già nostra – che già viviamo – e facendola vibrare ci permettono di cogliere nuovi spunti dentro di noi”.

I protagonisti, in sostanza, siamo noi; anche quando il protagonista è un altro. Uno scrittore americano, John Barth, sostiene che la domanda più importante del lettore di fronte al romanzo non è “Cosa succede ora?”, ma “Chi sono io?”. Le parole infatti - dette, lette, ascoltate - riflettono la vita. Le storie hanno un inizio, uno svolgimento e una fine. Ci servono a mettere ordine nel caos, aiutandoci a rispondere ai nostri quesiti personali, professionali, culturali, sociali, nazionali.

Chi siamo diventati? Siamo pronti a ripartire? I segni di stanchezza mentale non mancano: l'estate 2021 non è l'estate 2020. Le parole ci possono aiutare a capire e per ricominciare. Le parole ci possono curare.

Sul palco, con Beppe Severgnini, l'attrice Marta Rizi e la musicista Elisabetta Spada. Nel 2015/2016 portarono al teatro "Franco Parenti", e in giro per l'Italia, La vita è un viaggio, ambientato in un aeroporto chiuso e deserto. Ora il viaggio riprende, gli aeroporti riaprono, le strade si riempiono, le città si animano, l'estate si avvicina. La cura delle parole porterà in scena letture, poesie, dialoghi, canzoni.

Beppe è un professionista che lavora a Milano, un giornalista-scrittore per cui questo periodo ha portato nuove sfide e impegni. Elisabetta è di Roma, è single, è rientrata da Bruxelles. Marta è una mamma con un bambino nato da poco (benvenuto Adrian!), vive a Torino; ma è un'attrice, e conosce il dispiacere dei teatri chiusi. Storie, età e situazioni diverse: anche questo salirà sul palco - e sull'acqua - dei Bagni Misteriosi.

Vaccini e green pass sono fondamentali. Ma occorrono le parole giuste.


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Elisabetta Spada - credit Matteo Lavazza Seranto

Elisabetta Spada - credit Matteo Lavazza Seranto

Beppe Severgnini

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